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Associazione Culturale Italo Iraniana - ALEFBA
Incontro con le Istituzioni e la Stampa lunedì 6 ottobre 2008, alle ore 10.30, - 14.00 Sono stati invitati - On Maria RosariaCarfagna, Min DellePari Oportunità - On Franco Narducci, Pres UNAI - Bruno Prestagiovanni , Vice presidente della Regione Lazio - On. Alemanno, Sindaco di Roma - On. Zingaretti - On Federico Guidi - presidente del Bilancio del Comune di Roma - On Marco Daniele Clark, Assessore Municipio XX di Roma - On Silvia Costa , Assess. Istruzione Formazionee Lavoro Regione Lazio - Dott. Andrea Olivero, Pres NazionaleACLI - Dott.Francesco Florenzano, Presidente dell’UPTER - Istituto Culturale della Repubblica Islamica dell’Iran a Roma - Comunità Sant’ Egidio
Interverranno: Prof. Raffaele Chiarelli, Presidente onorario dell’ALEFBA. Don Luigi Storto, su "La responsabilizzazione dell’Immigrato"; Prof.Giuseppe Di Siena, Docente di storia su "Laicismo e integrazione"; Dott.sa Graziella Falconi, Presidente dell’Associazione diAmicizia Italo Armena “ZATIK”, su "Il ruolo delle associazioni interculturali nelle democrazie moderne"; Dott.sa Loretta Caponi, Presidente del Forum delle Comunità Straniere in Italia , su "La crisi dell’associazionismo"; Arch. Vahed Massihi Vartanian, Presidente dell’Osservatorio Interetnico del Comune di Roma per il Controllo Democratico su "Rappresentanze e carenze degli strumenti legislativi".
Iniziativa patrocinata da AITO TOURS
con l'adesione di: UPTER: Universita Popolare di Roma
Associazione Culturale Iraniana a Bologna Osservatorio Interetnico per il controllo Democratico del Comune di Roma
FORUM delle Comunità Straniere in Italia ZATIK – Associazione d’Amicizia Italo Armena
Per contatti e informazioni 340 3511694 - 347 7539508 - 339 5450049 - 328 0890862 - 3385737010
Sede legale dell'Associazione presso FORUM delle Comunità Straniere in Italia Via Santa Croce in Gerusalemme, 106 00158 Roma Tel. 06 70031 702 C.F. 97509610586
ALEFBAPerché un’Associazione Culturale Italo Iraniana
“La riuscita dei progetti d’integrazione e la qualità di una convivenza civile tra culture di diversa provenienza dipendono da modelli di integrazione che concepiamo, da come e quanto siamo oggi disposti ad investire in tale direzione, da ruolo “da protagonista” che riconosciamo all’immigrato, e, in fine, da mezzi istituzionali che mettiamo a loro disposizione.” (Estratto dalla premessa allo statuto della Casa di Cultura Iraniana di Venezia)
La tolleranza, quando non è sopportata dal dialogo tra le culture, soprattutto tra quella dominante e quelle tollerate, permette, si, lo svolgersi delle tradizioni e della vita culturale delle comunità e etnie diverse, ma, di fatto, le confina in ambiti sociali, psicologici e territoriali marginali, rinvigorendo le barriere culturali e, non di rado, offrendo terreno fertile a posizioni frontali o estremistiche al loro interno. Quando mancano politiche e strumenti per responsabilizzare l’immigrato, della “Solidarietà” non rimane che la “carità”.
L’immigrato è un soggetto attivo che nel viaggio intrapreso ha lasciato dietro a se parte dei propri legami e tradizioni ed è sensibile a quanto incontra e scopre nel nuovo mondo in cui è approdato. Esso, spesso, acquisisce nuovi valori, anche se a volte inconsciamente.
L’integrazione è un processo lungo e complesso che avviene con la partecipazione e il continuo confronto tra valori e culture diversi. Non dipende solo dall’Immigrato ma anche dall’ambiente in cui egli vive; dai mezzi e dallo spazio messi a sua disposizione e, soprattutto, dalle pari dignità che gli si riconoscono.
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