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Il Caviale
Il caviale è da sempre uno dei simboli gastronomici del lusso. Il
suo sapore e la consistenza, quando sono graditi, attraggono
in maniera irresistibile. Dove risiede il fascino del caviale?
Certamente, oltre ad essere un alimento prezioso, è avvolto
da un’aura particolare, dovuta alle condizioni di pesca
ed alla lavorazione.
In caviale più pregiato proviene dall’Iran dove,
sulle coste del Mar Caspio, gli storioni vengono pescati e liberati
dal loro prezioso carico d’uova.
Il Sevruga, storione piccolo e dalle carni molto buone, produce
caviale dai grani piccoli, grigio scuro quasi nero, dall’aroma
spiccato. L’Asetra, storione che può pesare tra
i 20 e gli 80 kg, produce caviale dal colore variabile (dal
grigio scuro al dorato) e dal sapore che ricorda le alghe
e la noce, con una consistenza più pronunciata. Una
sottospecie d’Asetra è il Karaburun, il cui caviale
è arrivato per ultimo sul mercato.
Infine il Beluga, il più grosso tra i pesci fornitori
di caviale, pesa tra i 40 e i 300 kg. Il caviale che se ne
ricava corrisponde a circa il 15% del suo peso. È un
pesce robusto e selvatico, difficile da catturare e, soprattutto,
raggiunge i fiumi per deporre le uova solo ogni 2-4 anni.
Il caviale Beluga ha grandi grani dalla pelle tenera, e un
colore che va dal grigio chiaro al grigio scuro.
La pesca dello storione va da febbraio e maggio ma la qualità
migliore si ottiene in primavera.
In Iran, il caviale è sottoposto ad una graduazione
differenziata in base ai criteri di colore, compattezza, dimensione,
regolarità, odore, lucentezza, sapore ed integrità.
L’unico mezzo di conservazione è il cloruro di
sodio (sale), a cui viene aggiunta una punta d’acido
borico (borace). Il sale viene aggiunto in quantità
precisissime e con estrema cautela per non danneggiare il
prodotto: se il sale è poco, il caviale si deteriora
rapidamente, se è troppo, il caviale diventa secco
e colloso.
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