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Sono stata per la prima volta in Iran nel novembre 2004. In una settimana
ho visitato alcune delle città (Tehran, Shiraz, Isfahan, Kashan)
e siti archeologici (Persepolis, Pasargade…) più importanti.
Il primo impatto è stato straordinario, perché in
poche ore di volo (4 ore e mezza circa) ci si immerge in un mondo che
appare subito affascinante e ricco di cultura. Sicuramente otto giorni
sono pochi per visitare un paese, ma il tempo a disposizione è
stato sfruttato al massimo, spostandoci in pullman e con due voli interni.
Abbiamo sempre alloggiato in alberghi di massima categoria, con ottimi
servizi e soprattutto dove si respirava una grande ospitalità che
rende ogni ambiente più caldo ed accogliente.
L’Iran è un paese ricco di cultura, di bellezze naturali
ed umane, dove la gente nonostante le uniformi e i colori talvolta cupi,
esprimono un’umanità e un rispetto verso tutto ciò
che è vita, dove la natura, i profumi e la varietà dei cibi,
ti abbracciano e ti fanno sentire in armonia con tutto il mondo che ti
circonda.
Ho apprezzato tante cose di questo paese che nella mente di noi occidentali
evoca aspetti contrastanti ed esotici nello stesso tempo. I luoghi visitati
raccontano una storia e una cultura millenaria, importanti per conoscere
e comprendere realmente chi è oggi l’Iran. Persepolis è
una monumentale testimonianza dello splendore architettonico della Persia
degli Achemenidi, e le rovine ancora imponenti con i suoi bassorilievi
ci ricordano l’antica religione di Zoroastro (precedente all’Islam
ed alle altre fedi semitiche) ancora diffusa in Iran. Stupende sono le
tonalità del blu e dell’azzurro dei disegni e delle strutture
architettoniche, uniche al mondo, che decorano gli edifici più
importanti, o i giochi di luce che creano le finestre finemente lavorate.
La ricchezza dei materiali e delle figure geometriche lasciano senza parole,
eppure tutto si sviluppa nella massima eleganza e linearità e così
gli spazi assumono una sacralità e creano un’armonia che
ti trasportano in altri tempi. Il Meidan di Isfahan è una piazza
grande cinque volte piazza San Marco a Venezia ed è contornata
dai colori oro e azzurro delle moschee e da edifici vecchi di quattrocento
anni e dai bazar. Questi sono ricchi di ogni merce, dall’abbigliamento
ai cibi, al vasto artigianato. È bello incrociare gli sguardi della
gente che vi lavora o che si reca per acquisti, per il loro modo di guardare
che non necessita parole e che esprime curiosità e nello stesso
tempo una grande apertura verso gli stranieri. Uno dei luoghi più
suggestivi è stato il sacrario del poeta Hafez (1320) a Shiraz.
In questo giardino curato e con alti cipressi si trova la tomba del poeta
ed è il luogo d’incontro di molti giovani che leggono le
sue poesie e trascorrono le ore chiacchierando e mangiando vicini spiritualmente
ad un poeta che fa parte della loro vita e dà ancora importanti
insegnamenti. È evidente nella gente anche la voglia della festa,
del divertirsi stando insieme, stando fuori fino a tardi e fare picnic
nei parchi, tra l’altro molto curati e puliti anche in grandi
città come Tehran, festeggiando in locali dove suonano gruppi musicali
o ancora in case del thè molto caratteristiche (come abbiamo visto
a Isfahan per esempio) fumando magari il narghilè. I ristoranti
offrono una vasta varietà di cibi, diversi sono i tipi di carne
con riso e salse che l’accompagnano, le minestre, le verdure, i
tipi di frutta. È piacevole mangiare in un clima rilassante, accompagnati
dove possibile da un leggero rumore dell’ acqua delle fontane che
rinfrescano anche l’ambiente.
L’Iran è sicuramente tanto altro, un mondo da scoprire,
da conoscere e dove ho potuto apprezzare il rispetto e la finezza della
gente verso ogni aspetto della vita.
Laura Dal Bianco
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